C’è una parola che, più di ogni altra, dovrebbe guidare la progettazione degli spazi dedicati agli anziani: dignità. Non intesa come concetto astratto, ma come esperienza quotidiana e concreta — la sensazione di svegliarsi in una stanza che sembra pensata per te, di sedersi su una poltrona che non è solo funzionale ma è anche bella, di vivere in un ambiente che racconta qualcosa di umano.
Eppure, per troppo tempo, case di riposo e RSA sono state progettate seguendo una logica prevalentemente sanitaria: superfici lavabili, spazi ottimizzati, arredi standardizzati. Tutto necessario, certo. Ma spesso a scapito di quell’atmosfera domestica che per una persona anziana non è un lusso — è una necessità emotiva e psicologica profonda.



